ENTERPERIENCE ?

Comunicazione neurale
Mi piace giocare con le parole e credo che una lingua si dimostri tanto più viva quanto più si senta in dovere, ed anche in grado, di crearne di nuove.
Spesso accade che i nuovi vocaboli nascano dalla fusione di parole che già esistono e che, per sincresi ed assonanza parziale, riescono a dar vita ad un nuovo lapidario modo di esprimersi indicando un concetto ormai diffusamente affermato ma non ancora ufficialmente “battezzato”, e così alle lunghe perifrasi usate fino a quel momento si riesce finalmente a dare degna sepoltura con un unico ed univoco suono.
Enterperience” è proprio uno di questi vocaboli.
Nasce dalla fusione dei due preesistenti: “entertainment”, inteso come intrattenimento  non necessariamente ludico o superficiale ma comunque essenzialmente teso a procurare una qualche forma di piacere personale che favorisca l’allontanamento dall’affanno quotidiano, ed “experience”, da considerare nella particolare accezione di “intima e profonda sperimentazione personale mediata dai sensi che vada a coinvolgere l’utente nella sua soggettività. L’esperienza è veramente pervasiva, in sostanza, se porta coinvolgimento e provoca conseguenze sul soggetto al punto da rendere esso stesso oggetto della sua stessa sperimentazione.” (Definizione mutuata dal mondo del marketing e ripresa da: WikipediA l’enciclopedia libera).
La condizione necessaria che si accompagna alla fusione semantica dei due vocaboli è che parallelamente tale fenomeno sinergico sia presenta effettivamente anche nella realtà dell’esperienza comunicazionale che si sta vivendo.
In altre parole, per ottenere una reale situazione di “enterperience” è necessario aderire in maniera diversa alla propria attività intrattenitiva, trasformandola in vero e proprio scambio esperienziale  in grado di coinvolgere l’individuo ad un elevato livello emozionale e di coinvolgimento personale, preferibilmente in relazione ad una più ampia comunità di tipo virtuale.
La prima cosa che mi viene in mente è proprio la cosiddetta “blogosfera”, da questo punto di vista sicuramente assimilabile, per molti blogger, ad una vera e propria situazione generatrice di una potenziale “enterperience” di livello più o meno profondo.
La seconda cosa, invece, è una forte ed imprescindibile esigenza di coniare una valida traduzione italiana del vocabolo stesso, in modo da consentire di tenere al passo dei tempi anche la nostra amata e spesso bistrattata lingua.
Personalmente, mi sento di  proporre per “enterperience” una traduzione non semplicemente letterale, ma a mio giudizio dignitosa ed efficace, come: “interperienza”.
I motivi sono essenzialmente due: da un lato l’assonanza fonetica, che aiuta sempre l’affermarsi di un nuovo vocabolo, e, dall’altro, l’utilizzo come primo termine, al posto del semplice “intrattenimento” nostrano (che nelle varie lingue assume anche valenze non esattamente parallele), della catena allargata di sinonimi che, partendo proprio da intrattenimento, e passando poi attraverso divertimento, svago, passatempo, conduce ai vari occupare, trattenere, attrarre, per arrivare infine ad “interessare“.
Pensandoci bene, quale intrattenimento è in grado di coinvolgere di più, e di provocare nel contempo una esperienza maggiormente partecipativa, di qualcosa che suscita veramente il nostro più profondo interesse?
Credo che la mia proposta possa anche funzionare … ma sono comunque ben accetti anche suggerimenti diversi.
ENTERPERIENCE ?ultima modifica: 2007-05-26T09:35:00+00:00da sfiorandom
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “ENTERPERIENCE ?

  1. La traduzione non è male anche se il suffisso inter richiama più che a interesse a interiore. Ma sono il meno adatto a fare il saputello.
    Poi… scusa ma si presta troppo alla trasposizione calcistica, che ne penseresti se trovassi da qualche parte il termine juveperienza?
    Non ci resta che impugnare il nostro Zingarelli….
    Abaco:………

  2. “Interesse – interiore” mi sembra ancor più appropriato alla questione, quindi, a questo punto, siamo addirittura giunti ad un “inter” al quadrato. Ed a questo proposito, per quanto riguarda la trasposizione calcistica, il problema esiste purtroppo anche per infinite altre parole: da “interdetto” ad “interrotto”, passando per i vari “interferenze”, “interinale” o “interludio”. Che ci vuoi fare? Mi sa che dobbiamo rassegnarci ai “predominio su ordinazione” di Moratti anche in relazione al vocabolario, fino a quando pero?

Lascia un commento